
Insuccessi e recidive |
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Ogni chirurgo vede i cattivi risultati degli altri colleghi; i due casi che seguono non sono occorsi all’autore del sito, ma è corretto affermare che nessuno è immune da tali evenienze; l’importante è sapere sempre cosa fare per risolvere il problema quando l’insuccesso ormai c'è stato. La chirurgia percutanea, da sola o affiancata da altre tecniche mini-invasive, è di prezioso aiuto anche nel trattamento di insuccessi e recidive. Caso 1 prima del reintervento: Recidiva di alluce valgo. Il paziente era stato operato di alluce valgo con tecniche di chirurgia aperta. E’ visibile la cicatrice sul dorso del 2° dito per concomitante correzione del 2° dito a martello. La recidiva ha portato l’alluce a sollevarsi eccessivamente, con traumi ripetuti contro la tomaia della scarpa che hanno provocato una sofferenza dell’unghia. Caso 1 dopo il reintervento: la chirurgia percutanea ha consentito la correzione della deformità dell’alluce e l’unghia, sottratta al conflitto con la scarpa, è guarita. Caso 2 prima del reintervento: Ipercorrezione con insorgenza di alluce varo. La paziente aveva subito un intervento di chirurgia aperta per alluce valgo; purtroppo, subito dopo l’intervento si era instaurata una gravissima deformità opposta dovuta a eccesso di correzione: l’alluce varo, associato a grave metatarsalgia. Caso 2 dopo il reintervento: la correzione della deformità e della metatarsalgia ottenuta associando tecniche percutanee con tecniche chirurgiche aperte mini-invasive.
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